Innovation Manager: dove eravamo rimasti?

A più di tre mesi dell’entrata in vigore della Legge di Bilancio 2019 il provvedimento, che dovrebbe aiutare a definire il profilo dell’Innovation Manager, è ancora fermo in stato di bozza al MISE.

 

In base ad una prima definizione del ruolo l’Innovation Manager si dovrà occupare di “digital disruption e digital strategy, organizzazione e processi per la trasformazione digitale, modelli di sourcing e strumenti contrattuali per l’innovazione digitale, disegno e innovazione di nuovi business model, corporate enterpreneurship e startup”.
Un job title ambizioso, quindi, che però non riesce a trovare una sua concreta definizione a livello legislativo.  Non è infatti ancora stato definito che tipo di formazione sarà richiesta ai super consulenti, anche se il Politecnico di Milano ha già istituito un percorso di studi in gestione strategica dell’innovazione digitale, e quali competenze sono richieste a coloro che ricoperebbero il ruolo.
Resta inoltre ancora da chiarire come gli Innovation Manager saranno integrati all’interno delle PMI che supporteranno nel processo di digitalizzazione, le modalità di iscrizione all’albo dedicato e per quanto tempo questo resterà valido.
Il provvedimento si inserisce all’interno del decreto, attesissimo dalle PMI, che prevede l’erogazione di un contributo a fondo perduto, sotto forma di voucher, utile ad avviare un processo il digitalizzazione previsto dal Piano nazionale Impresa 4.0.
L’approvazione del decreto era prevista per i primi di aprile, ma ad oggi risulta ancora fermo allo stato di bozza. La digitalizzazione delle PMI sembra quindi essere stata messa, per i più pessimisti, in stand by a tempo indeterminato.