Decreto Dignità pubblicato in Gazzetta Ufficiale

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, avvenuta l’11 agosto 2018, è ufficialmente in vigore il cosiddetto “decreto dignità”. Tante le novità, quasi tutte in vigore a partire dal 12 agosto dell’anno in corso.

Vediamo di conoscerle una per una nel dettaglio.

LAVORO A TEMPO DETERMINATO
– MASSIMO 24 MESI CON CAUSALI
La norma prevede che i contratti di lavoro a tempo determinato non possano superare i dodici mesi e non possano andare oltre il 30% del totale dei contratti a tempo indeterminato sottoscritti da un’azienda. In caso di prolungamento rispetto ai 12 mesi di base (e fino ad un massimo di 24 mesi), l’azienda deve fornire specifiche causali che lo giustifichino. In caso contrario, il contratto si trasformerà automaticamente in un contratto a tempo indeterminato.

– LE PROROGHE
Massima attenzione anche al numero di proroghe richieste per i contratti a tempo determinato che, rispetto al passato, scendono da cinque a quattro, sempre entro i limiti dei due anni. Anche in questo caso, superate le quattro proroghe, il contratto si trasforma automaticamente da tempo determinato a tempo indeterminato.

Queste nome si applicheranno ai contratti stipulati dopo il 14 luglio 2018 e su rinnovi e proroghe successivi al 31 ottobre 2018.

– AGGRAVIO CONTRIBUTIVO
Ad ogni proroga del contratto a tempo determinato, scatterà un aggravio contributivo a carico del datore di lavoro pari allo 0,5%.

LICENZIAMENTO
Salgono da 120 a 180 i giorni entro i quali è possibile impugnare un contratto a tempo determinato, a decorrere dalla data di cessazione del contratto. L’indennità per licenziamento illegittimo passa da un minimo di sei ad un massimo di 36 mensilità.

ESONERO CONTRIBUTIVO UNDER 35

La legge conferma fino al 2020 l’esonero contributivo pari al 50% a beneficio delle assunzioni degli under 35.

VOUCHER
Reintrodotti per una durata massima di dieci giorni ma soltanto per la retribuzione di pensionati, disoccupati e studenti fino a 25 anni impiegati nei settori alberghiero e agricolo e negli enti locali.

DELOCALIZZAZIONE
Confermata la linea dura da subito indicata dal Governo nei confronti delle aziende che sceglieranno la strada della delocalizzazione dopo aver ricevuto aiuti di Stato. Nel caso di trasferimento in Paesi Ue, le aziende dovranno subito restituire quanto ottenuto in termini di benefici mentre se il trasferimento dell’attività o di parte di essa avverrà in Paesi extra Ue entro i cinque anni dall’ottenimento dei benefici, oltre alla decadenza dei medesimi, l’azienda sarà soggetta a sanzioni pari a due o quattro volte l’importo dell’aiuto di Stato.

COMPENSAZIONE CARTELLE ESATTORIALI CON CREDITI PA
Vengono estese anche al 2018 le norme che consentono la compensazione delle cartelle esattoriali per le imprese titolari di crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili, per somministrazione, forniture, appalti e servizi nei confronti della pubblica amministrazione, qualora la somma iscritta a ruolo sia inferiore o pari al credito vantato.

RICERCA E SVILUPPO
Altra novità che riguarda da vicino le imprese è quella relativa al credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo, per il quale viene ristretto l’ambito oggettivo.

Vengono infatti esclusi dal beneficio i costi sostenuti per l’acquisto, anche in licenza d’uso, di competenze tecniche e privative industriali derivanti da operazioni intercorse con imprese appartenenti al medesimo gruppo.