Bonus Pubblicità: approvati alcuni emendamenti

Verso il Bonus Pubblicità sulle testate online anche dal 2018, esteso agli investimenti degli enti non commerciali: gli emendamenti al decreto e i tempi di approvazione.

Bonus pubblicità esteso a quotidiani e periodici online anche dal 2018 e agli investimenti da parte di enti non commerciali. Sono gli unici due emendamenti approvati in Commissione Bilancio al Senato relativi al credito d’imposta sui costi sostenuti sugli organi di stampa. Il riferimento è all’articolo 4 del Decreto fiscale  che finanzia il bonus pubblicità 2018 e lo estende al periodo dal 24 giugno al 31 dicembre 2017.

Si tratta di un’agevolazione fiscale relativa agli investimenti pubblicitari (costi sostenuti da imprese e autonomi) su stampa quotidiana e periodica, anche online, e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali anche digitali. La condizione è che superino almeno dell’1% gli investimenti dell’anno precedente. Il credito d’imposta si applica sulla quota incrementale della spesa sostenuta (dai medesimi soggetti sui medesimi canali) ed è pari al 75% come regola di base, salendo al 90% per microimprese, PMI e Startup innovative.

Il ruolo dell’educazione finanziaria: evento organizzato in collaborazione con CCIAA Pisa

Lunedì 13  novembre parteciperemo all’evento Il ruolo dell’educazione finanziaria organizzato in collaborazione con la Camera di Commercio di Pisa.

Una lezione di educazione finanziaria resa in forma di spettacolo conferenza. Un progetto che vuole unire all’educazione sui temi finanziari, l’entertainment cioè quello che è divertimento, spettacolo e intrattenimento.

Scarica il programma dell’evento.

First Friday: in programma anche a Treviso

Partecipa anche tu al nostro prossimo incontro del ciclo First Friday!

L’evento si svolgerà a Castelfranco Veneto (TV) il 1/12 alle ore 10.

Come di consueto, tratteremo temi legati all’Industria 4.0, al super e iperammortamento, alla Nuova Sabatini e al credito d’imposta.

Ti aspettiamo!! Per maggiori dettagli, scarica il flyer!

Manovra di Bilancio 2018: le principali misure

Dopo l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri della bozza della Manovra di Bilancio 2018 con la formula del “salvo intese”, è approdato in Parlamento lo scorso 31 ottobre il testo definitivo del ddl 2960 –  Legge di Bilancio 2018, che inizia ora il suo iter di conversione e che ha visto alcune misure notevolmente ritoccate rispetto all’assetto iniziale. 

All’interno della manovra, il Governo ha varato il secondo capitolo del piano Industria 4.0, denominato Impresa 4.0, che prevede, oltre agli incentivi fiscali sugli investimenti, anche un credito d’imposta dedicato alla formazione.

In dettaglio le principali misure sono le seguenti.

SOSTEGNO INVESTIMENTI PMI (NUOVA SABATINI) 

Per assicurare continuità operativa e qualificare maggiormente gli investimenti in chiave “Industria 4.0.”, è prorogata la principale misura agevolativa per gli investimenti strumentali con un rifinanziamento di 330 milioni di euro fino al 2023, già oggetto di nostra precedente comunicazione. La misura, al momento fissata al 31 dicembre 2018, non avrà più una scadenza ma chiuderà automaticamente quando le risorse disponibili saranno esaurite.

SUPER E IPERAMMORTAMENTO

Prorogati per il 2018 super e iperammortamento.

Le principali novità riguardano:

  • superammortamento al 130% (prima 140%) per gli investimenti in beni strumentali “tradizionali” ed esclusione delle autovetture e degli altri mezzi di trasporto.

Sono ammessi i beni consegnati entro il 30 giugno 2019 (purché entro fine 2018 sia stato pagato almeno il 20%).

  • iperammortamento confermato al 250% per gli investimenti “tecnologici” I4.0.

E’ inoltre possibile continuare a usufruire della maxi-deduzione anche se si sostituisce il bene acquistato con uno che abbia caratteristiche tecnologiche analoghe o superiori (con la relativa interconnessione).

Sono ammessi i beni consegnati entro il 31 dicembre 2019 (purché entro fine 2018 sia stato pagato almeno il 20%).

I software manterranno l’aliquota del 140% sempre che l’azienda abbia contemporaneamente effettuato anche un investimento valido ai fini dell’iperammortamento.

CREDITO D’IMPOSTA PER LE SPESE DI FORMAZIONE 4.0

Credito d’imposta applicabile a tutte le imprese che nel 2018 sosterranno spese di formazione del personale per acquisire o consolidare le conoscenze tecnologiche previste dal Piano nazionale impresa 4.0 (big data e analisi dei dati, cloud e fog computing, cyber security, sistemi cyber-fisici, prototipazione rapida, sistemi di visualizzazione e realtà aumentata, robotica avanzata e collaborativa, interfaccia uomo-macchina, manifattura additiva, internet delle cose e delle macchine e integrazione digitale dei processi aziendali). Sono escluse le attività formative legate alla normativa obbligatoria in materia di salute e sicurezza sul lavoro e protezione dell’ambiente.

Le attività formative dovranno essere pattuite attraverso contratti collettivi aziendali o territoriali.

Il bonus è pari al 40% del costo aziendale del personale dipendente per il periodo impiegato nella formazione, fino a un massimo di 300.000 euro per azienda.

Il credito deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi, non concorre alla formazione del reddito e della base imponibile IRAP, è utilizzabile in compensazione a decorrere dal 2019 e ai fini dell’ammissibilità i costi devono essere certificati dal soggetto preposto (come avviene per il Credito d’imposta R&S).

Il decreto attuativo della misura, concessa ai sensi del Reg. UE 651/2014, verrà emanato entro il 31/03/2018.

Lo stanziamento della misura ammonta a 250 milioni di euro.

FONDO PER LO SVILUPPO DEL CAPITALE IMMATERIALE, DELLA COMPETITIVITA’ E DELLA PRODUTTIVITA’

Il fondo sarà controllato dal Mef e finanzierà in base a obiettivi di politica economica e industriale fissati dal CdM progetti di ricerca, innovazione e trasferimento tecnologico realizzati da soggetti pubblici e privati nelle “aree strategiche per lo sviluppo del capitale immateriale funzionali alla competitività del Paese”.

Il nuovo strumento avrà a disposizione 5 milioni per il 2018, 250 milioni per il 2019, 300 milioni per il 2020, 350 milioni per il 2021 e 400 milioni a decorrere dal 2022.

CREDITO D’IMPOSTA PER CONSULENZE RELATIVE A QUOTAZIONE PMI

Bonus pari al 50% dei costi di consulenza con un massimale di 500.000 € sostenuti dalle PMI fino al 31/12/2020 per le procedure di ammissione alla quotazione in un mercato regolamentato o in sistemi multilaterali di negoziazione di uno Stato Membro dell’UE o dello Spazio Economico Europeo.

Il credito deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi, non concorre alla formazione del reddito e della base imponibile IRAP, è utilizzabile in compensazione a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in cui è stata ottenuta la quotazione.

Il decreto attuativo della misura, concessa ai sensi del Reg. UE 651/2014, verrà emanato entro il 30/04/2018.

Lo stanziamento della misura ammonta a 20 milioni per il 2019 e 30 milioni per ciascuno degli anni 2020 e 2021.

Il Voucher che rende digital la tua azienda

Sono finalmente stati pubblicati i termini di presentazione del voucher digital!

Le richieste di agevolazione per il voucher digital potranno essere presentate tramite apposita procedura informatica. Lo sportello apre il 30 Gennaio e chiude il 9 Febbraio 2018.

Il voucher agevola le spese di acquisto di software e di hardware. Inoltre finanzia servizi di consulenza specialistica strettamente finalizzati alla digitalizzazione delle imprese e dei loro processi aziendali.

Per maggiori info, scarica la nostra scheda!

 

 

APIDAYS: open banking e PSD2

Credit Data Research sarà presente a APIDays Berlin che si svolgerà il prossimo 7 e 8 Novembre a Berlino, Germania.

Alessio Balduini, CEO di Credit Data Research, presenterà all’APIDays le nuove tecnologie e i servizi compatibili con la nuova regolamentazione PSD2.

L’entrata in vigore della nuova direttiva sui servizi di pagamento introduce per gli utenti che utilizzano un conto corrente online la possibilità di effettuare pagamenti o accedere alla rendicontazione bancaria attraverso software realizzati da terze parti autorizzate.

I nuovi player, se autorizzati, potranno operare sui conti correnti degli utenti finali. Potranno introdurre con tutta evidenza il rischio di disintermediazione tra le Banche e la propria clientela. Il più significativo impatto sul piano tecnico riguarda proprio la richiesta della direttiva di facilitare le operazioni di accesso ai conti da parte di provider esterni, per la raccolta di informazioni o per l’elaborazione di un pagamento. Le API (Application Programming Interface) rappresentano uno specifico approccio architetturale che garantisce scalabilità, sicurezza e riusabilità del codice. Tale soluzione consentirebbe alle Banche di ridurre i costi di integrazione, aumentandone la velocità e rendendo disponibile una piattaforma di innovazione rivolta anche a sviluppatori e fintech.

Vai al sito dell’APIDAYS