Credito di imposta: -50% per R&D

Confermato e potenziato dalla Legge di Stabilità, il Credito d’Imposta in Ricerca & Sviluppo
La compensazione è nella misura del 50% della parte eccedente, sotto forma, per l’appunto, di credito d’imposta.

Il Credito d’Imposta in Ricerca & Sviluppo permette alle imprese che sostengono nell’anno spese incrementali in ricerca e sviluppo rispetto alla media del triennio 2012, 2013 e 2014, di compensare in modo orizzontale sugli F24 le imposte, i contributi, l’Iva.

Vale ancora per il 2016 fino all’approvazione del bilancio, e per gli anni 2017, 2018, 2019 e 2020.

In particolare, le spese ammissibili sono:

a) personale altamente qualificato impiegato nelle attività di ricerca e sviluppo, in possesso di un titolo di dottore di ricerca, ovvero iscritto ad un ciclo di dottorato presso una università italiana o estera, ovvero in possesso di laurea magistrale in discipline di ambito tecnico o scientifico.

b) quote di ammortamento delle spese di acquisizione o utilizzazione di strumenti e attrezzature di laboratorio, nei limiti dell’importo risultante dall’applicazione dei coefficienti stabiliti con decreto del Ministro delle finanze del 31 dicembre 1988, in relazione alla misura e al periodo di utilizzo per l’attività di ricerca e sviluppo e comunque con un costo unitario non inferiore a 2 mila euro al netto di IVA.

c) spese relative a contratti di ricerca stipulati con università, enti di ricerca ed organismi equiparati, e con altre imprese comprese le start-up innovative.

d) spese per competenze tecniche e privative industriali relative a un’invenzione industriale, biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale anche acquisite da fonti esterne. In questa voce, (con circolare del 16 marzo 2016) sono state fatte rientrare anche le spese per il personale non qualificato: spetta alle imprese il compito di evidenziare il tempo dedicato da ogni dipendente alla R&S all’interno dell’attività lavorativa.

e) fra le spese agevolabili sono ricomprese anche le spese sostenute per l’attività di certificazione contabile obbligatoria entro un limite massimo annuale di 5.000 euro.